Mirrorless: la rivoluzione fotografica (finalmente) anche in campo professionale.

Sono la moda del momento: le Mirrorless (fotocamere senza specchio) che stanno facendo tremare aziende fotografiche del calibro di Canon e Nikon. Quali sono le caratteristiche principali che contraddistinguono una mirrorless da una reflex tradizionale?

Less is more!

Nelle reflex tradizionali l’immagine ripresa dall’obiettivo, si riflette sullo specchio, rimbalza all'interno di un prisma ed arriva al mirino ottico (OVF = Optical ViewFinder). Quando si preme il pulsante di scatto, lo specchio si alza per esporre l’immagine al sensore elettronico della fotocamera che cattura la fotografia e poi si riabbassa.

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Nelle mirrorless è stato tolto lo specchio, quindi l’immagine che attraversa l’obiettivo colpisce direttamente il sensore. Questo elemento in meno consente di costruire corpi macchina e obiettivi con dimensioni e peso molto inferiori, più facili da portare sempre con se per catturare gli attimi di vita di ogni giorno, pur garantendo elevati standard di qualità.

Sulle mirrorless il sensore elabora l’immagine e la restituisce in tempo reale sul display della fotocamera oppure, nei modelli più evoluti, è stato aggiunto un mirino elettronico (EVF= Electronic ViewFinder), un secondo display in miniatura al quale avvicinare l’occhio simulando l’esperienza d’uso delle reflex tradizionali.

Comparazione tra una reflex tradizionale (sinistra) ed una recente mirrorless (destra). Immagine da Camerasize.com

Comparazione tra una reflex tradizionale (sinistra) ed una recente mirrorless (destra). Immagine da Camerasize.com

2013: la svolta

Le mirrorless (ad ottiche intercambiabili) nascono ufficialmente nel 2004 con un blando tentativo di Epson, ma è nel 2008 che Panasonic presenta la Lumix DMC-G1 determinando una sorta di standard da cui tutte le altre marche sono partite e si sono migliorate.

Le prime mirrorless avevano come target di riferimento i fotografi occasionali, i turisti high tech oppure chi cercava un secondo sistema (meno ingombrante) da affiancare alla reflex tradizionale.

Le opzioni tra cui scegliere erano piene di compromessi: scarsa scelta di ottiche, qualità d'immagine inferiore, ergonomia non all’altezza, con pochi e male interpretati controlli manuali.

Finalmente tra la fine del 2013 e l’inizio 2014 i più famosi produttori di fotocamere mirrorless (Fujifilm, Sony, Olympus e Panasonic) hanno deciso di strizzare l’occhio anche ai fotografi professionisti presentando ciascuna il proprio modello professionale.

Per la prima volta nella storia della fotografia digitale, il professionista e l’amatore evoluto possono staccarsi dal monopolio detenuto da Canon e Nikon se lo desiderano, favorendo un sistema più compatto e leggero con una qualità d’immagine che nel maggiore dei casi soddisfa o addirittura supera le aspettative.

Le migliori fotocamere mirrorless a confronto

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Personalmente ho seguito avidamente le ultime novità cercando il modello che rispondesse alle mie esigenze. Per fortuna ogni azienda ha cercato di offrire un'esperienza unica puntando su alcuni fattori chiave tanto che oggi è difficile non trovare un modello che soddisfi le esigenze dei palati più fini. Di seguito ho riportato i modelli più interessanti con gli aspetti da tenere in considerazione quando si vuole fare la propria scelta.

Olympus OM-D E-M1

Nasce dall'enorme successo della Olympus OM-D E-M5, la fotocamera mirrorless micro 4/3 capace di racchiudere un concentrato di tecnologia in un corpo macchina che sembra un tributo alla gloriosa serie OM degli anni '70. Nella E-M1 ogni aspetto è stato migliorato e reso adatto al professionista. È dotata di una sensore Micro Quattro Terzi (MFT o m43) da 16 megapixel, una sensibilità ISO che arriva fino a 25.600, capacità di scatto continuo fino a 10 fps, un rapidissimo autofocus a individuazione contrasto e di fase con 81 punti AF. Ma l'aspetto che contraddistingue questa serie il è più avanzato (e invidiato) sistema integrato di stabilizzazione d'immagine. A differenza di altre case che scelgono di inserire lo stabilizzatore di immagine sull'obiettivo, Olympus ha scelto di implementarlo sul sensore stesso. Questo è un enorme vantaggio perché consente di costruire obiettivi più semplici, compatti e leggeri, concentrandosi sulla qualità d'immagine, inoltre ogni obiettivo che si monta risulta stabilizzato, anche i vecchi obiettivi manuali anni '70.

PREGI:

  • Ergonomia - Pur avendo concentrato tutto in un corpo così compatto la fotocamera calza perfettamente in mano, ha tantissime ghiere e pulsanti, tutti in posizioni comode da raggiungere, per non dover entrare ogni volta nel menu.
  • Stabilizzazione a 5 assi - Olympus ha il miglior sistema di stabilizzazione che abbia mai usato. Quando ci si trova in condizioni di scarsa luminosità, ma non si ha il treppiede, lo stabilizzatore a 5 assi consente di scattare con tempi di posa molto lenti. Ad esempio ho scattato per 1,3 secondi a mano libera un panorama al tramonto in Corea.
DongBaek Island View
  • Obiettivi - Il sistema MFT ha il parco ottiche più completo tra le mirrorless, anche perché l'attacco MFT è condiviso sia da Olympus che Panasonic. Ciò significa che è possibile utilizzare le lenti prodotte da entrambi i marchi mantenendo tutte le caratteristiche: autofocus, apertura del diaframma e stabilizzazione ottica (quando prevista).
  • Dimensioni - Considerando la combinazione del corpo + obiettivo, Olympus è sicuramente il sistema a lenti intercambiabili, più compatto che un professionista possa acquistare e consente di trasportare parecchio materiale in una borsa molto piccola. Nella stessa borsa in cui riuscivo a mettere una Canon con 2 obiettivi di dimensioni normali, sono riuscito ad inserire una Olympus OM-D E-M1 con 5 obiettivi: M.Zuiko 9-18mm, M.Zuiko 12-40mm PRO, M.Zuiko 25mm, M.Zuiko 45mm, M.Zuiko 75mm, iPad Mini Retina e un piccolo flash
  • Costruzione - La resistenza di questa macchina è incredibile. L'azienda dichiara che può essere utilizzata sotto una pioggia tropicale, nel deserto o addirittura congelata in freezer. Si possono trovare parecchi video su Youtube che lo dimostrano... però a voi la scelta!!!

DIFETTI:

  • Menu - Il menu Olympus è tra i più articolati e complessi che abbia mai visto. La capacità di personalizzazione di questa fotocamera è praticamente infinita. Questo comporta un vantaggio perché la si può letteralmente plasmare in base alle proprie esigenze, ma comporta anche una curva d'apprendimento veramente lenta e spesso è frustante quando non si trova il comando che si sta cercando.
  • Qualità d'immagine - é un fattore determinante per la scelta della propria fotocamera e spesso è legata alle caratteristiche del sensore. Tra le mirrorless Olympus e Panasonic hanno il sensore più piccolo rispetto alle concorrenti. Nonostante le immagini siano ricche di dettagli in condizioni di luce buona, Olympus presenta una grana più marcata quando la luce scarseggia e si rende necessario aumentare gli ISO.

Fujifilm X-T1

Fujifilm gode ancora oggi del successo della capostipite nell'era mirrorless, la Fuji X100. Quando fu presentata nel 2012 non era certamente priva di difetti, ma il suo fascino retrò ha catturato il cuore dei fotoamatori più appassionati. La fotocamera dispone di un sensore da 16 megapixel APS-C X-Trans ed ha un'impressionante velocità di scatto di 8 fps in scatto continuo. E 'anche resistente agli agenti atmosferici come i modelli reflex più avanzati. La caratteristica principale di questo modello è la semplicità.

A differenza di tutte le altre fotocamere digitali moderne, Fujifilm ha eliminato la classica ghiera delle modalità di scatto (P-A-S-M o P-A-v-Tv-M a seconda dei modelli) introducendo un sistema di configurazione dello scatto che riprende i modelli a pellicola. I parametri fondamentali (Tempo, Diaframma e ISO) hanno una propria ghiera dedicata che può essere portata nella posizione A (automatico).

Controlli-XT1 - Image from AdmiringLight.com

Controlli-XT1 - Image from AdmiringLight.com

Ad esempio se si imposta un diaframma f4, ISO Automatico e tempo in Automatico è come aver scelto la modalità di scatto A (Av), invece, impostando il diaframma e il tempo in Automatico e ISO 200 è come aver impostato la fotocamera in modalità P (Program), e così via.

Questo consente al fotografo di visualizzare le impostazioni di scatto ancora prima di accendere la fotocamera rendendola semplice ed intuitiva per tutti: dal neofita all'esperto, passando per chi arriva dal mondo a pellicola.

PREGI:

  • Il Cliente è importante! - Fujifilm volge grandi attenzioni alla soddisfazione del cliente. Tutte le mirrorless Fuji sono ideate e costruite in Giappone (su ogni modello spicca a caratteri cubitali il tanto amato "Made in Japan"). Inoltre la casa è famosa per ascoltare le richieste di miglioramento da parte dei clienti che spesso vengono accontentati con aggiornamenti firmware gratuiti tali da far sembrare di avere una fotocamera sempre nuova!
  • Ergonomia - La fotocamera è dotata di ghiere, pulsanti e levette, tutti accuratamente studiati per consentire al fotografo di non staccare mai l'occhio dal mirino e concentrarsi solo sullo scatto. Raramente, dopo una breve configurazione iniziale, sono dovuto andare a sfogliare il menu alla ricerca di funzioni importanti. Per tutte queste operazioni sono stati inseriti comandi fisici, 6 dei quali completamente programmabili.
  • Mirino Elettronico - E 'semplicemente il miglior mirino elettronico sul mercato. E 'il più grande, il più luminoso e con il tempo di risposta più breve. E' persino più grande del più costoso modello professionale Canon da 5000€. E 'il primo mirino elettronico che può veramente far dimenticare un mirino ottico.
  • Qualità delle lenti - Inizialmente Fujifilm ha presentato solamente 3 obiettivi al momento del lancio della sua prima mirrorless ad ottiche intercambiabili, la Fujifilm X-PRO1. Erano XF 18mm f/2 R, XF 35mm f/1.4 R e XF 60mm f/2.4 R macro, tutti fissi, senza neanche il classico zoom kit. Oggi vanta un parco ottiche di tutto rispetto, con obiettivi fissi e zoom, destinato a crescere per colmare le esigenze di tutti. Basti pensare che anche Zeiss ha deciso di investire in ottiche dedicate a questo sistema con la serie Touit.
  • Il sensore X-TRANS - Questo, insieme al sistema di leve e pulsanti e al mirino elettronico sono sicuramente il motivo che mi ha spinto ad abbandonare la reflex in favore del sistema Mirrorless. I sensori solitamente vengono costruiti secondo uno schema preciso su come disporre i pixel su tutta la superficie. Fuji ha stravolto questa regola inventando un sensore a schema molto meno ripetitivo, il tutto per simulare la pellicola analogica. Questo cambiamento ha permesso di eliminare un filtro (chiamato filtro passa basso) che attenua l'effetto moire generato dai sensori Bayer, ma è responsabile di un calo di nitidezza. Questo sensore regala immagini ricche di colori e sfumature, una gamma dinamica impressionante e file puliti anche ad iso elevati!
Urban Solitude | Pusan, South Korea

Urban Solitude | Pusan, South Korea

DIFETTI:

  • Autofocus - Uno dei difetti maggiormente riconosciuti nelle fotocamere Fujifilm è sempre stato la velocità e precisione dell'autofocus. Va detto anche che dai primi modelli ad oggi sono stati fatti passi da gigante, persino i modelli più vecchi hanno ricevuto un aggiornamento firmware che ha completamente trasformato le fotocamere sotto questo aspetto. Dopo aver provato Olympus tuttavia devo dire che il divario è ancora da colmare, niente di così tragico una volta fatta l'abitudine.
  • File RAW - Fuji probabilmente regala i file JPG migliori che si possa avere senza doverli lavorare. Ha una modalità di simulazione delle storiche pellicole della casa come ASTIA, PROVIA e la mia preferita VELVIA. Tuttavia chi, come me, ama sfruttare al massimo le qualità di una fotocamera, desidera poter lavorare i file RAW. Purtroppo a causa del sensore di nuova concezione, i più famosi programmi di sviluppo di file RAW come Adobe ACR e Lightroom, hanno difficoltà ad interpretare questi file, in alcuni casi si nota un calo di nitidezza in presenza di pattern ripetitivi come il fogliame degli alberi. Sono casi particolari e visibili solo a forti ingrandimenti. Ultimamente Adobe ha rilasciato un aggiornamento che ha nettamente migliorato i risultati.

Oltre a Fujifilm e Olympus che fanno parte del mio corredo ci sono altri due modelli di cui vorrei scrivere ma che non ho ancora potuto provare intensamente (per ora): Sony e Panasonic.

Sony Alpha 7s

Se dovessi descrivere il lavoro di Sony con una sola parola probabilmente sarebbe "innovazione". Questo marchio da sempre è stato sinonimo di intraprendenza in campo tecnologico inventando e reinventando la tecnologia più di ogni altro. Anche nel settore mirrorless non è stata a guardare. Infatti è la prima casa che ha presentato una fotocamera mirrorless con sensore "Full Frame" (ovvero delle stesse dimensioni della pellicola) dentro il corpo di una compatta Sony Rx1. Ultimamente sono usciti 3 modelli mirrorless: Sony Alpha 7, Sony Alpha 7r e Sony Alpha 7s" rispettivamente da 24, 36 e 12 megapixel. Per quanto mi riguarda il più interessante è proprio l'ultimo. Al giorno d'oggi 12 megapixel possono sembrare pochi, ma persino modelli Nikon professionali utilizzati ancora oggi come la Nikon D700 o la Nikon D3S hanno 12 megapixel e si è in grado di stampare anche in grandi dimensioni. Il vero punto di forza di questo sensore è l'incredibile resa ad alti ISO con valori utilizzabili oltre i 102.400!!! Grazie a questi importanti risultati ed al mirino elettronico si è in grado di inquadrare e mettere a fuoco anche senza la minima luce naturale presente nella scena. Per molti professionisti ed appassionati questa è una caratteristica unica. Sinceramente sto valutando di acquistarne una per lavori di reportage notturni o per fotografare la via lattea.

PREGI:

  • Qualità d'immagine - Come già scritto in precedenza, spesso la qualità d'immagine è proporzionale alle dimensioni del sensore, in quanto maggiore è la superficie che cattura la luce, maggiori sono le dimensioni dei pixel (a parità di numero di pixel) e quindi maggiori sono le informazioni che questi possono catturare. Colori e gamma dinamica sono molto buoni.
  • Prestazioni ISO - I vantaggi di poter lavorare tranquillamente ad alti ISO sono infiniti, ad esempio si può lasciare a casa il treppiede, si possono tenere tempi brevi anche di notte per congelare un soggetto in movimento, oppure si possono utilizzare diaframmi medio-chiusi anche per foto di interni, aumentando la profondità di campo, senza rischiare l'effetto mosso. Inoltre lo stabilizzatore d'immagine diventa superfluo perché è sempre più facile raggiungere il tempo di sicurezza adeguato.
Image from Lonely Speck.com

Image from Lonely Speck.com

  • Funzionalità video - Sony A7s si distingue dalle altre due alpha per le sue capacità video direttamente importate da videocamere professionali Sony. In combinazione con l'eccezionale sensibilità, è veramente da tenere in considerazione per gli utenti del mondo video.

DIFETTI:

  • Ergonomia - Quando ho preso in mano per la prima volta la mirrorless di Sony ho subito avvertito che qualcosa non andava: l'impugnatura è larga ma poco profonda, non calza perfettamente sulla mano come per le due fotocamere precedenti. Inoltre ho trovato il rumore dell'otturatore meccanico fin troppo marcato, tanto che molti lamentano la possibilità di ottenere foto mosse proprio a causa del suo movimento. Per fortuna è stata inserita la modalità silenziosa che utilizza un otturatore elettronico per sopperire a questo "difetto".
  • Pochi obiettivi dello stesso brand - Un aspetto fondamentale per la fotografia è sicuramente il corpo macchina, ma forse lo sono ancora di più gli obiettivi. Purtroppo Sony è la più carente delle 4 in questo senso. Il parco ottiche nativo è veramente insignificante ed incompleto. Alcune delle lenti proposte per questo sistema sono ben costruite, ma non tutte. Sony ha deciso di puntare molto sul corpo macchina ed avvalersi degli adattatori per le altre marche. E' possibile adattare qualsiasi tipo di ottica a questo sistema, in tanti casi mantenendo anche l'autofocus e la possibilità di cambiare il diaframma. Tuttavia ritengo che questa sia veramente una grave mancanza perché un sistema può definirsi tale quando è in grado di fornire sia il corpo macchina che le lenti specificatamente disegnate e progettate per esso.

Panasonic LUMIX GH4

La Panasonic LUMIX GH4 è la migliore fotocamera professionale che Panasonic abbia mai progettato. E' dotata di un sensore micro 4/3 da 16 megapixel, con una sensibilità ISO che arriva fino a 25.600. La sua messa a fuoco automatica è la più veloce tra le fotocamere MFT ed è in grado di catturare 7,5 scatti al secondo in modalità AF-C. La maggior parte dei suoi utenti la prende in considerazione per le sue capacità video.

Personalmente raramente mi capita di fare video pertanto non ho ancora sentito l'esigenza di provarne una. Tuttavia riporto alcune considerazioni degne di nota per completare il quadro di mirrorless professionali, oggetto di questo articolo.

PREGI:

  • Capacità video - è la ragione per cui la fotocamera è così popolare non è solo la fotocamera mirrorless più avanzata per le riprese video, ma è anche in grado di competere con reflex professionali come la Canon 5D Mark III. Ha la possibilità di registrare video in 4K e UHD, Codec professionali fino a 200 mbps, 96fps true slow motion, e molte altre impostazioni che arrivano direttamente dalle attuali telecamere professionali di Panasonic. La Panasonic LUMIX GH4 è la soluzione ideale per chi desidera fare con un solo corpo sia foto che video, una esigenza in forte crescita tra i professionisti.
  • Messa a fuoco automatica - è tra i più veloci di tutti i sistemi sia Mirrorless che DSRL sia in modalità scatto singolo che continuo rendendola adatta anche per lo sport e la fotografia d'azione.
  • Modalità silenziosa - ha un'opzione di scatto silenzioso che può essere utile in scene candid, di strada o ad un concerto per esempio. Tuttavia è limitata a 3200 ISO quando attivata.
  • Obiettivi - Il sistema MFT ha il parco ottiche più completo tra le mirrorless, anche perché l'attacco MFT è condiviso sia da Olympus che Panasonic. Ciò significa che è possibile utilizzare le lenti prodotte da entrambi i marchi mantenendo tutte le caratteristiche: autofocus, apertura del diaframma e stabilizzazione ottica (quando prevista).

DIFETTI:

  • Inseguimento automatico del soggetto - pur avendo una velocità autofocus di tutto rispetto, quando si parla di precisione è un po' carente sui soggetti in movimento. Il corpo della fotocamera è anche uno dei più grandi.
  • Dimensioni - Tra tutte le mirrorless presentate è la più ingombrnte, un aspetto da considerare dato che uno dei vantaggi di questi sistemi è proprio la compattezza.
  • Stabilizzatore d'immagine - Purtroppo a differenza di Olympus, la Panasonic non ha implementato la stabilizzazione d'immagine sul sensore, ma solo sugli obiettivi. Sicuramente sarebbe stata una funzione utile per chi fa video con obiettivi privi di stabilizzazione ottica.
© Copyright Nicolas Bouvier

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Conclusioni

Con questo articolo ho voluto condividere le mie impressioni per quanto riguarda il mondo mirrorless e della fotografia digitale in generale. La mia speranza è che si continui con l'ottimo lavoro svolto finora, continuando a migliorare ulteriormente. Ad esempio ad oggi le mirrorless hanno ancora alcuni svantaggi rispetto alle reflex professionali.

  • Scarsa durata delle batterie - Più piccolo è il corpo macchina, minori sono anche le dimensioni delle batterie. Le mirrorless oggi hanno una media di scatti con una carica completa che va dai 300 ai 400. Si parla di 1/3 rispetto alle reflex e quindi è praticamente obbligatorio portare con se 3 o 4 batterie per una sessione fotografica di una giornata.
  • Precisione nella messa a fuoco - Rispetto alle reflex sono ancora molto indietro soprattutto quando si tratta di inseguire un soggetto in rapido movimento. Quindi ad oggi non sono ancora la scelta preferita per fotografi di sport o avifauna.
  • Parco ottiche - Canon e Nikon hanno nel loro arsenale anni e anni di progettazione e sviluppo di ottiche. Ad oggi sono arrivate a coprire tutte le focali, dalle classiche alle più estreme. Un sistema giovane come quello delle mirrorless è ancora indietro, anche se non di molto. Sicuramente è più che sufficiente per la maggior parte dei fotografi.

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Grazie.

MV